Posare una rete sopra un lucernario fragile senza valutare la manutenzione futura è uno degli errori più diffusi in cantiere. Scopri come programmare gli interventi per garantire sicurezza, tenuta stagna e conformità normativa. sicurezza l’accesso e la progressione su autocisterne di sagoma diversa: il caso Big Wash
Nelle coperture industriali e commerciali, la presenza di lucernari in policarbonato o materiali traslucidi rappresenta uno dei punti di maggiore vulnerabilità per il rischio di caduta dall’alto. Quando gli elementi traslucidi si deteriorano sotto l’azione degli agenti atmosferici e dei raggi UV, l’accesso sul tetto richiede l’adozione immediata di presidi collettivi.
Tuttavia, decidere dove e come posizionare le reti anticaduta non è un semplice dettaglio esecutivo: un’errata sequenza di montaggio rischia di creare nuovi pericoli durante le manutenzioni future e di compromettere l’impermeabilizzazione del tetto.
Il paradosso della rete esterna: cosa succede quando si rompe un lucernario?
Un errore ricorrente nei cantieri riguarda l’installazione delle reti di protezione anticaduta direttamente all’esterno, sopra la superficie del lucernario. Quando, dopo anni di esposizione al sole, il policarbonato si cuoce o si danneggia e richiede la sostituzione, si innesca un cortocircuito operativo:
- Assenza di protezione durante la manutenzione.
Per sostituire l’elemento danneggiato, la rete posata all’esterno deve essere necessariamente rimossa. Nel momento esatto in cui si lavora sul varco più pericoloso della copertura, gli operatori si trovano ad agire privi di dispositivi di protezione collettiva.
- Rischio interferenziale ai piani sottostanti.
Sotto il varco aperto durante lo smontaggio, le attività dello stabilimento spesso proseguono. Frammenti di policarbonato, detriti e utensili possono cadere all’interno della struttura, generando un rischio interferenziale per il personale a terra raramente valutato.
- Decadimento della garanzia di tenuta stagna.
Quando si rimonta la rete sui vecchi punti di ancoraggio, i fori esistenti risultano spesso sgranati o svirgolati. La prassi scorretta di sigillare i vecchi passaggi con silicone e praticare nuovi fori di fissaggio rischia di danneggiare la copertura. Ogni foratura impropria fa decadere la garanzia del produttore del manto di copertura.
Presso la sede Lazzaroni a Brescia, ogni progetto di installazione di reti anticaduta prevede la garanzia formale di tenuta stagna per tutti i fori di ancoraggio eseguiti, anche su coperture industriali non posate originariamente dalla nostra azienda.
La corretta sequenza di cantiere: prima la valutazione strutturale, poi la posa
Per garantire l’incolumità degli addetti e preservare l’integrità del tetto, la sequenza delle opere deve seguire una pianificazione rigorosa:
- Valutazione della necessità del lucernario: se il rapporto aeroilluminante dell’immobile lo consente, la soluzione più efficiente consiste nel chiudere il varco con lamiera allo stesso passo della copertura esistente. In questo modo si elimina la superficie fragile e si azzera la necessità di interventi futuri.
- Sostituzione preventiva dell’elemento fragile: se l’apporto di luce naturale è indispensabile, occorre sostituire il lucernario deteriorato prima di posare la protezione. Un elemento nuovo assicura un ciclo di vita pluriennale e consente di effettuare i fori di fissaggio una sola volta nei punti corretti.
- Posa della rete all’interno o sotto il varco: quando la conformazione strutturale lo permette, la posa delle reti anticaduta deve essere eseguita al di sotto del lucernario. Posizionare le reti anticaduta per tetti all’interno dell’edificio le protegge dal degrado degli agenti atmosferici, evita l’accumulo di sporcizia sui bordi e permette di sostituire la copertura traslucida in totale sicurezza, senza dover mai smontare la rete.
Inquadramento normativo: la norma UNI EN 1263-1 e le tipologie di reti
Il quadro legislativo sui Lavori in Quota (D.Lgs. 81/08) privilegia costantemente i dispositivi di protezione collettiva (DPC) rispetto a quelli individuali. In materia di reti di sicurezza anticaduta, il riferimento standard europeo è rappresentato dalle reti anticaduta UNI EN 1263-1, che stabilisce i requisiti di fabbricazione, i metodi di prova e le classi di resistenza dei materiali.
In base alle esigenze di cantiere e alla geometria dell’opera, si distinguono diverse configurazioni:
- Sistema S (reti con fune perimetrale).
Utilizzate principalmente come reti anticaduta orizzontali posizionate sottotetto o sotto le aperture di lucernari e vani tecnici. - Sistema T (reti fissate su console per uso orizzontale).
Impiegate come reti anticaduta perimetrali a sbalzo lungo il bordo dell’edificio per arrestare la caduta all’esterno della struttura. - Sistema U (reti fissate a strutture di supporto per uso verticale).
Utilizzate come reti anticaduta tipo U per la chiusura di varchi verticali, bordi ponteggio e reti anticaduta a bordo soletta. - Sistema V (reti con supporto tipo forca).
Reti perimetrali verticali installate su ganci d’ancoraggio.
Nelle fasi di allestimento e ristrutturazione di un cantiere, l’integrazione tra le reti anticaduta per ponteggi e le reti per barriere perimetrali garantisce la conformità ai requisiti di reti anticaduta d’obbligo previsti dalle direttive sulla sicurezza sul lavoro per l’edilizia.
Installazione e montaggio: la garanzia di reti anticaduta certificate
La sola scelta di reti anticaduta certificate e rispondenti ai requisiti di prova non è sufficiente se non viene abbinata a un montaggio eseguito a regola d’arte da personale qualificato.
La norma UNI EN 1263-2 disciplina proprio le condizioni di posa, le distanze di caduta consentite e le modalità di ancoraggio alle strutture portanti. Un’errata tensione o un passo di fissaggio inadeguato possono compromettere l’assorbimento dell’energia d’impatto in caso di caduta.
Affidarsi a un unico referente tecnico specializzato sia nel rifacimento di coperture industriali sia nei sistemi di sicurezza consente di valutare l’opera nella sua globalità, evitando soluzioni improvvisate che generano costi extra nel lungo periodo.
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